Livelli di sicurezza scarpe antinfortunistiche. Quali sono le differenze?

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In qualsiasi contesto di lavoro, la sicurezza ricopre un’importanza a dir poco fondamentale. Per questo motivo, la scelta delle migliori scarpe antinfortunistiche è essenziale, onde evitare di correre il rischio di infortunio ai piedi. Comfort, qualità delle materie prime e soddisfacimento pieno delle esigenze personali sono i valori base che un paio di calzature antinfortunistiche devono possedere.

In relazione all’ambiente in cui si lavora, vi sono specifiche calzature speciali. Il problema di fondo, purtroppo, sta nel fatto che quando si tratta di scegliere tra le innumerevoli alternative in commercio le scarpe antinfortunistiche, la maggior parte dei lavoratori non arriva preparata all’acquisto e, che si tratti del sito di e-commerce o del negozio fisico, valuta quasi sempre solo due cose: la componente estetica ed il prezzo.

In realtà, un conto è lavorare in un posto umido, un altro è farlo in un ambiente asciutto. Arrivare preparati al momento della scelta finale vuol dire rimanere soddisfatti del prodotto acquistato.

Classificazione delle scarpe antinfortunistiche

In fase di valutazione del prodotto, le scarpe di sicurezza di classe S1, S1P, S2 e S3 rispettano gli standard indicati nella normativa UNI EN ISO 20354. Questa riguarda i dispositivi di protezione individuale e nello specifico le calzature da lavoro, munite di puntale protettivo realizzato in acciaio, al fine di proteggere al meglio chi le indossa da urti, schiacciamenti e carichi di pressione, oltre che garantendo la necessaria resistenza ad energie 200J (joule).

Nella classificazione delle scarpe antinfortunistiche vi è sempre un codice alfanumerico che le identifica, indicando le normative europee di sicurezza corrispondenti.

Nello specifico:

SB

Sono calzature da lavoro estremamente comode, al punto che possono essere indossate per molte ore senza stressare i piedi. La loro realizzazione ruota tutta attorno a materie prime e a processi industriali appositi, volti a farle rendere quanto più durevoli e resistenti possibili. Merito questo del perfetto attaccamento fra la suola ed il rivestimento. In termini di sicurezza, le calzature in oggetto proteggono il piede contro gli urti accidentali, grazie ad un puntale specifico. Inoltre, sono nel complesso resistenti agli idrocarburi. Il livello generale di sicurezza risulta complessivamente soddisfacente anche per via della presenza del battistrada antisdrucciolo.

S1 e S1P

In quanto a caratteristiche costruttive, le scarpe antinfortunistiche S1P non si discostano più di tanto da quelle SB, specie per quanto riguarda durevolezza, comfort e battistrada antisdrucciolo. Tuttavia, in riferimento al puntale, questa categoria di calzature ha il vantaggio di assicurare una protezione dei piedi ai massimi livelli, specie per ciò che concerne il tallone. Le S1 e le S1P sono poi ottime in materia di assorbimento degli schock e di protezione contro minacce quali chiodi, lame e schegge. Che differenza intercorre tra le scarpe da lavoro S1 e S1P? La presenza della lamina anti-perforazione di cui sono munite le suole antistatiche delle S1P (da cui, la lettera P) che assicurano risultati eccellenti in termini di salvaguardia dei piedi dalla minaccia dei tagli.

S2

Le suddette scarpe da lavoro hanno proprietà del tutto in linea con le già citate SB con la principale aggiunta della chiusura nell’area del tallone, di considerevoli proprietà di natura antistatica, di resistenza agli idrocarburi, di impermeabilità all’acqua e di assorbimento.

S3

Queste scarpe da lavoro rappresentano davvero il non plus ultra sia in termini di qualità costruttiva, i cui standard sono ai massimi livelli, che in materia di sicurezza. In quanto a protezione del tallone, puntale anti-schiacciamento, suola anti-perforazione e antistatica, le calzature antinfortunistiche di questa classe sono a dir poco ottimali. Rispetto alle precedenti due classi, il loro vantaggio competitivo risiede nella presenza di una tomaia in pelle o in materiale idrorepellente che assicura la massima impermeabilità per un lasso di tempo superiore ai 60 minuti.

Materiali impiegati in fase di realizzazione: ecco quelli maggiormente diffusi

In genere, le suddette scarpe da lavoro sono realizzate in varie tipologie di pellame. Quello a maggiore traspirazione è di sicuro la pelle pieno fiore. Il livello di flessibilità delle calzature da lavoro in oggetto risulta ai massimi livelli. Anche in termini di durevolezza, non sfigurano di certo. Al tatto, il materiale in oggetto si presenta morbido e gradevole.

Poi, vi è la pelle nabuk, molto in voga per le scarpe antinfortunistiche di tipo S1. Sono ideali se indossate in estate, in quanto traspiranti ma al tempo stesso resistenti. Il cuoio split, invece, si contraddistingue perché meno traspirante rispetto ai due pellami precedenti. Tuttavia, si lascia apprezzare poiché low cost.

Altra soluzione ugualmente gettonata per quanto riguarda l’acquisto delle calzature di sicurezza è la pelle sintetica, materiale caratterizzato da flessibilità leggerezza e complessivamente gode di una buona resistenza contro gli acidi organici. Per la manutenzione, con un lavaggio a 40 gradi, si va sul sicuro. In genere, le calzature in questione risultano diffuse in ambito sanitario e nel comparto alimentare. Infine, chi ha a cuore classe ed eleganza apprezzerà sicuramente gli innumerevoli modelli di calzature antinfortunistiche realizzate in pelle scamosciata. Vero è che lasciano decisamente a desiderare in termini di impermeabilità. Tuttavia, in quanto a resistenza e a traspirazione il risultato dato è garantito.

Marcature aggiuntive

Le scarpe antinfortunistiche di categoria S1, S1P, S2 e S3 possono caratterizzarsi per la presenza di determinate marcature.

Eccole una ad una nel dettaglio con tanto di spiegazione relativa.

  • AN -> Ankle Protection, vale a dire protezione della caviglia ≤10 kN.
  • CI -> Cold Insulation, ossia isolamento dal freddo con test effettuati a temperature pari a -17 gradi centigradi.
  • CR -> Cut Resistance, cioè la tomaia deve avere una soglia di resistenza al taglio ≥ 2,5. Tutto questo avviene grazie ad uno strato di materiale protettivo non removibile di spessore pari ad almeno 3 centimetri. Il suo scopo primario verte sulla protezione completa del piede.
  • ESD -> Electrostatic Discharge. Trattasi della scarica elettrostatica tra 100 MΩ e 35 MΩ.
  • HI -> Riguarda la suola in riferimento all’isolamento dal calore. I test avvengono a temperature pari a 150 gradi Celsius.
  • HRO -> riguarda sempre la suola in riferimento al contatto con superfici calde. I test vengono eseguiti a temperature corrispondenti a 300 gradi centigradi.
  • M -> protezione del metatarso
  • WR -> dicitura presente solo sulle calzature di categorie S2 ed S3 e riguarda il livello di impermeabilità all’acqua.

Quindi, in concreto?

Se si lavora in un ambiente caldo o secco, la scelta migliore possibile consiste nell’optare per le scarpe S1 o S1P, specie se si corre il rischio di ritrovarsi la suola perforata, magari da un chiodo sul terreno, come spesso accade nel settore edile.

All’opposto, se si lavora in contesti umidi, dove il rischio di bagnarsi i piedi risulta piuttosto alto, allora conviene prediligere le scarpe antinfortunistiche S3. Queste ultime, tuttavia, sono maggiormente chiuse e quindi i termini di ventilazione non sono propriamente il massimo. Lavorare ad esempio con scarpe antinfortunistiche S1 o S1 p in un posto particolarmente umide si dimostrerebbe una scelta sbagliata, per il semplice fatto che ci si ritroverebbe con i piedi completamente bagnati.

Quindi, per concludere, prima di optare per l’acquisto di un paio di scarpe antinfortunistiche, è corretto avere quanto meno il maggior numero di informazioni possibili. Ti invitiamo pertanto a consultare un portale specializzato come ad esempio quello di scarpelavoro.net.

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