Mandarino cinese: usi e proprietà del kumquat

Quanto costa il “mandarino d’oro”: dove comprarlo e come coltivarlo

Hai mai sentito parlare del mandarino cinese? Piccolo, allungato, squisito… può persino essere mangiato con la buccia!

In Italia questo particolare agrume noto con il nome di Kumquat esiste già da un po’ ma è solo negli ultimi anni che ha conquistato terreno grazie alla rinnovata attenzione verso prodotti esotici o innovativi, verso i cosiddetti super fruit e qualunque altra cosa sappia, semplicemente, di diverso.

Non a caso i principali portali dedicati al settore ortofrutticolo come Ortofrutta.com stanno dedicando grande attenzione a questi prodotti antinconvenzionali.

Dallo zenzero, alla borragine, dalle patate viola al datterino giallo: tutto quanto è lontano dalle forme tradizionali dell’ortofrutta sembra avere all’improvviso più appeal.

È così anche per il mandarino kumquat ma quanto costa? Quali sono le sue proprietà e come può essere utilizzato?

Mandarino cinese: tutto sul più piccino degli agrumi orientali

Benché sia noto come mandarino cinese, questo speciale agrume può essere prodotto anche in Italia, considerata la patria degli agrumi.

Anzi, coltivarlo è estremamente vantaggioso in quanto un piccolo alberello di kumquat può produrre centinaia o migliaia di frutti ogni anno.

Tutt’altra cosa per quanto riguarda la vendita, essendo un frutto piuttosto raro, esso non viene venduto a meno di 2,49 al kg ma deve trattarsi di una super offerta che può nascondere insidie come scarsa qualità o stato di maturazione eccessivamente avanzato.

Il nome, kumquat, deriva dal cantonese e vuol dire “mandarino d’oro”. Il perché non è un mistero: questo piccolo agrume è straordinario in termini di proprietà benefiche.

A fronte di appena 71 kcal per 100 grammi, il mandarino cinese è un concentrato di vitamine: B1, B2, B5, B6, B9, C, ed E.

Ma non solo: il kumquat presenta infatti anche alti contenuti di ferro, calcio, magnesio, manganese, fosforo e potassio.

Quanto agli utilizzi in cucina è quanto di più versatile si potrebbe desiderare.

Il mandarino cinese ha infatti una caratteristica unica nella sterminata gamma degli agrumi: ha una polpa piuttosto acre ma è avvolto da una buccia dolciastra commestibile.

Ogni boccone, insomma, è un’esperienza ineguagliabile. Specialmente per chi ama gli accostamenti anticonvenzionali.

Questo, insomma, per dire che il mandarino cinese è straordinaro anche assoluto, senza orpelli né particolari preparazioni.

Usi in cucina del mandarino cinese

Benché sia noto come mandarino cinese, questo agrume è utilizzato anche nella cucina giapponese e in tutte le altre cucine orientali.

In Italia, invece, si sono affermati i seguenti usi:

  • in pasticceria (si svuota la polpa e si glassa la buccia)
  • nella preparazione dei liquori (mandarinello e vodka aromatizzata al kumquat)
  • negli estratti e nelle macedonie
  • per la preparazione di marmellate e conserve

Coltivare il mandarino cinese

Il mandarino cinese è buono da mangiare e facile da coltivare ma, soprattutto, ha dei fiori bellissimi e profumatissimi.

Raccoglierne i frutti, insomma, sarà una delizia per il palato ma anche una goduria per l’olfatto.

Senza considerare che, più volte l’anno, il vostro giardino sarà pieno di bellissimi fiori bianchi.

Sapevate che è possibile coltivare il kumquat anche in vaso?

Sì perché al massimo della maturazione, questo piccolo arbusto arriva al massimo a due metri.

Ciò vuol dire che, con un grande vaso, può essere coltivato anche sul balcone.

La pianta fiorisce tra la primavera e l’estate mentre i frutti saranno pronti per essere colti dal mese di novembre a gennaio.

Molto, tuttavia, dipende dalle latitudini e con stagioni pazze e clima perennemente mite accade anche che la pianta possa fruttare più volte nell’arco di 365 giorni.

Il clima del Lazio è ideale, per esempio,  per la coltivazione di kumquat.

In Sicilia ancora meglio e non è raro sentire di singoli arbusti che producono diverse centinaia di mandarini.