L’importanza della figura del pediatra durante l’individualizzazione di intolleranze e allergie alimentari

Il pediatra, per i genitori deve essere una figura su cui fare affidamento in ogni momento della crescita del bimbo.

Spesso e volentieri i genitori, vedendo il proprio bimbo con qualche piccolo problema vanno subito in panico, ed ecco che il pediatra cerca di evitare situazioni di stress emotivo e psicologico per i genitori e il bambino, cercando di far capire che quello che sta succedendo si può risolvere o non è nulla di grave, soprattutto se i genitori sono alla loro prima esperienza.

Questa figura si occuperà di tutto lo sviluppo del bimbo, curando e controllando qualsiasi aspetto della sua vita, per far si che cresca in modo sano e corretto.

La chiarezza per questa figura deve essere fondamentale, in modo tale che la riuscita delle cure e tutto il resto venga svolto e capito senza nessun dubbio, supportando sia la figura del bimbo che aiutando i genitori per quanto riguarda la sua corretta crescita.

Il medico deve avere delle caratteristiche fondamentali per la riuscita del suo lavoro.

Deve avere buone doti comunicative, capacità di analisi e abilità organizzative.

Spirito collaborativo e una particolare attenzione ai dettagli, sensibilità, empatia per entrare comprendere fino in fondo bisogni e preoccupazioni dei genitori e stabilire con loro un rapporto di totale fiducia: queste sono i tratti principali che distinguono la figura del pediatra da quella di altri specialisti.

Il pediatra si occuperà della cura, prevenzione e della diagnosi dei problemi del tuo bambino, seguendo il neonato in tutte le principali fasi dello sviluppo, controllando ogni aspetto della sua vita.

INTOLLERANZE ALIMENTARI E ALLERGIE, SONO LA STESSA COSA?

Le intolleranze e le allergie sono un problema serio, che soprattutto in età pediatrica non vanno sottovalutate e neanche confuse.

L’intolleranza alimentare non è provocata dal sistema immunitario, ma da una difficoltà dell’organismo di metabolizzarle, infatti si dice che l’alimento non viene “tollerato”.

Un soggetto intollerante nel tempo e con la giusta dieta, data su misura dai centri specializzati in allergologia, può riuscire a reintegrare l’elemento .

L’allergia, invece è provocata dal nostro sistema immunitario, che anche ingerendo  un piccolo pezzettino di un elemento lo può captare e vederlo come pericolo per l’organismo, infatti detto “allergico”.

Un soggetto allergico, non può reintegrare questo alimento ma per evitare problemi può aiutarsi con delle medicine e vaccini, sempre consigliati dal centro allergologico pediatrico.

COME CAPIRE SE SI È INTOLLERANTI? SINTOMI E CONSIGLI

Come dicevamo prima è bene non sottovalutare e confondere queste due “malattie”, in quanto il bambino a lungo andare potrebbe riscontrare problemi di salute.

L’allergia e l’intolleranza per quanto simili possano sembrare hanno sintomi differenti.

Per quanto riguarda l’allergia la duratura dei sintomi è breve e la comparsa è quasi istantanea.

Per le intolleranze alimentari è un po’ più complesso: solitamente i primi sintomi si manifestano nel giro di 48 ore dall’ingerimento dell’elemento e possono avere una durata variabile.

Se si pensa che il bimbo soffra di questi disturbi, uno dei consigli che è bene seguire è quello di appuntare qualsiasi cosa gli si dia da mangiare, così da riuscire a capire quale alimento è ricorrente e causa fastidi.

I sintomi che potrebbero presentarsi sono:

  • Pancia gonfia
  • Mal di testa
  • Tosse
  • Sonnolenza
  • Mal di stomaco
  • Prurito
  • Malessere e stanchezza
  • Dolore addominale
  • Problemi intestinali

Prendere un appuntamento con il pediatra è il passo successivo a questa raccolta di informazioni.

Sarà infatti lo  specialista di riferimento ad indirizzarvi nella scelta del centro di allergologia migliore dove poter eseguire una ulteriore visita specialistica per individuare le eventuali intolleranze alimentari ed allergie.

L’aiuto di uno specialista si rivela fondamentale soprattutto nella scelta delle prove allergiche da eseguire.